Angelo Tanese, direttore generale dell’AGENAS, sottolinea quelle che sono a suo parere le caratteristiche che rendono tale un leader: competenza, sensibilità umana, capacità di relazionarsi. La Vicepresidente ANMCO Giovanna Geraci presenta alcuni dati importanti sulla leadership femminile. Trae alcuni risultati dal rapporto 2025 dell’Osservatorio LEADS: nelle aziende sanitarie pubbliche solo il 23% dei Direttori Generali è donna; tra i primari il 23%. Nel mondo accademico solo il 22% delle professoresse ordinarie è di sesso femminile. Inoltre, solo il 20% delle società medico-scientifiche è guidato da donne. Il Presidente ANMCO Massimo Grimaldi presenta i dati di una survey somministrata alle donne cardiologo presenti al congresso. La survey ha mostrato che il 90% delle colleghe lavora con primari uomini (!); la maggior parte delle colleghe non ricopre incarichi di alta specialità, lavora in ambulatorio ed in rarissimi casi in cardiologia interventistica (a parte il bias di selezione inerente il fatto che questo non sia un congresso di cardiologia interventistica, questo dato impone una riflessione sull’accesso limitato delle donne in alcuni settori “più prestigiosi”). Il 45% delle donne afferma di aver subito discriminazioni nella propria progressione di carriera. Stefania Angela di Fusco presenta alcuni dati sulla leadership clinica ed accademica: la revisione della letteratura ha individuato aspetti positivi che la leadership femminile è in grado di “regalare”, ovvero miglioramento della performance finanziaria, innovazione, coinvolgimento in iniziative in ambito di etica e sostenibilità, miglioramento della coesione, del senso di squadra e della comunicazione, influenza positiva sulla carriera e l’ambizione delle altre colleghe. Si è osservato un incremento negli ultimi venti anni della posizione delle donne come primo-ultimo nome nelle pubblicazioni scientifiche (“Evoluzione della rappresentanza femminile nell’autorship delle pubblicazioni scientifiche negli ultimi venti anni” – G Ital Cardiol 2025). Claudio Bilato in modo provocatorio afferma che attualmente la situazione per le donne è cambiata in positivo. Anche Fabrizio Oliva legge la realtà odierna in modo ottimistico! Daniela Pavan affronta il tema della leadership organizzativa: le donne hanno “trainato” la leadership da una forma “di controllo” a una “di influenza”; in una parola un’espressione di “leadership consapevole”, nel senso che appare necessario “saper leggere la complessità delle persone”, non autopromuovendo sé stesse, ma lavorando per mettere in luce competenze, risultati e potenziale, avendo l’accortezza di valorizzare il ruolo del gruppo. Serafina Valente sottolinea quanto sia importante lo stile personale, volendo chiamarlo “femminile”, nella leadership. In conclusione, il Presidente ANMCO Massimo Grimaldi ricorda che non è la posizione apicale che “fa il leader”, ma le caratteristiche individuali. Angelo Tanese sottolinea che l’Italia è un paese poco meritocratico; quindi, è necessario costruire una realtà di leadership culturalmente diversa per modificare strutturalmente il sistema.

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