Apre la sessione il Dottor Leonardo De Luca che parla di timing nelle NSTE-ACS. Nelle ultime LG ESC cambia la classe di evidenza della rivascolarizzazione precoce (<24h) nel paziente con NSTEMI ad alto rischio che passa da IA a IIA grazie alle evidenze degli ultimi studi clinici. Il Dottor De Luca cita, a tal proposito, gli studi EARLY e VERDICT che non hanno dimostrato differenze in termini di mortalità nei pazienti trattati con strategia early (<24h) rispetto ai pazienti trattati con strategia delayed. Tuttavia, pazienti con NSTEMI ad alto rischio potrebbero giovare di una rivascolarizzazione precoce in termini di recidiva di evento ischemico.
La sessione prosegue con l’intervento della Dottoressa Sacco che parla dell’utilizzo degli antiaggreganti in Italia. Nonostante l’indicazione al pretrattamento con P2Y12 nel paziente con ACS sia stato ridimensionato di molto nelle ultime linee guida, è qualcosa che si continua a fare in Italia e soprattutto mediante l’utilizzo del Ticagrelor che è il P2Y12 più utilizzato a tale scopo. Trova largo utilizzo anche il cangrelor soprattutto nel paziente naïve a P2Y12 e nel paziente intubato, sedato con morfina o sottoposto a trattamento con GPI (tirofiban).
Il Dottor Varbella ha parlato di paziente multivasale nell’ambito dell’ACS, citando tra gli altri gli studi COMPLETE e lo studio MULTISTAR-AMI. Alla luce delle recenti evidenze e del conseguente aggiornamento delle linee guida appare evidente come nel paziente con STEMI emodinamicamente stabile e con placche facilmente trattabili con angioplastica si possa effettuare una rivascolarizzazione completa durante l’evento indice con risultati non inferiori al classico completamento dilazionato nel tempo.
Nel paziente con NSTEMI può essere complesso individuare la culprit lesion, pertanto deve essere considerata una rivascolarizzazione completa di tutte le stenosi angiograficamente significative durante la procedura indice (classe IIA), o in alternativa, soprattutto nel paziente anziano e fragile, eseguire una procedura staged con l’utilizzo della valutazione funzionale (FFR) per l’identificazione delle stenosi emodinamicamente significative in modo da evitare angioplastiche potenzialmente inutili e dannose ad un paziente già fragile.
Il Dottor Scherillo prosegue con un interessante intervento sull’imaging intracoronarico. Tali metodiche (IVUS, OCT) rivestono un ruolo molto importante nella tipizzazione della placca e l’individuazione della placca a rischio di rottura. Sono, inoltre, un ottimo strumento nell’individuazione di complicanze legate allo stent come la malapposizione e la sottoespansione.
La penultima relazione è quella del Dottor Di Marco che rimarca le novità relative alla terapia antitrombotica nell’ACS. Le ultime linee guida pongono enfasi sulla personalizzazione della terapia antitrombotica in base al rapporto di rischio ischemico/emorragico di ogni paziente. Nei pazienti che iniziano la DAPT con ticagrelor o prasugrel, può essere considerata una de-escalation a clopidogrel dopo il periodo acuto (non prima di un mese), in particolare nei pazienti anziani o con elevato rischio di sanguinamento. Questa strategia può aiutare a ridurre il rischio di eventi emorragici senza compromettere significativamente l’efficacia anti-ischemica.
L’interruzione precoce della DAPT può essere considerata nei pazienti con alto rischio di sanguinamento o nei casi in cui gli eventi emorragici rappresentano una minaccia maggiore rispetto al rischio di eventi ischemici.
Riguardo al pretrattamento con P2Y12 l’indicazione passa da una classe di evidenza IA delle precedenti LG ESC ad una classe IIB considerate le recenti evidenze emerse in particolare dagli studi clinici ATLANTIC ed ACCOAST.
A chiusura della sessione vi è l’intervento del Prof. Franz Weidinger che riassume tutti i concetti cruciali delle ultime linee guida ESC ed in particolare sulla personalizzazione della terapia antitrombotica secondo il profilo del rischio ischemico ed emorragico ed il timing di intervento nei pazienti con ACS. Pone, infine, l’accento sulla necessità di aumentare la consapevolezza e l’educazione del paziente su temi quali la prevenzione cardiovascolare e la promozione di stili di vita salubri.
