SCOMPENSO CARDIACO AVANZATO: INTERAZIONE TRA SPOKE ED HUB

di Andrea Sultana
Mini Simposio sulle terapie non convenzionali dell’insufficienza cardiaca avanzata e l’importanza del riferimento del paziente ad un centro Hub nei tempi corretti sfruttando la Golden Window. Mini simposio tenuto presso la Sala del parco ed è stato moderato dai Dottori Fabrizio Oliva e Giovanni Gerosa.

Il primo intervento è del Dottor Mortara che parla dell’esperienza condivisa del paziente con insufficienza cardiaca avanzata, ipertensione polmonare ed insufficienza mitralica severa. Illustra, a tal proposito, il caso clinico di un paziente con scompenso cardiaco avanzato ed insufficienza mitralica severa che viene trattato mediante MitraClip con successivo ulteriore peggioramento delle condizioni cliniche fino all’exitus. Il messaggio che vuole far passare il Dottor Mortara attraverso l’esposizione di questo caso clinico è quello di non perdere la finestra temporale favorevole prima di riferire il paziente ad un centro hub.

Il secondo intervento è del Dottor Enrico Perna che discute degli snodi decisionali nell’ambito della gestione dell’insufficienza cardiaca avanzata con un riferimento al paziente con insufficienza mitralica severa funzionale. A tal proposito gli studi COAPT e MITRA-FR hanno animato il dibattito riguardo al trattamento dell’insufficienza mitralica severa funzionale con MitraClip. Lo studio COAPT a differenza del MITRA-FR ha documentato un beneficio in termini di riduzione delle recidive di scompenso cardiaco congestizio nei pazienti trattati con MitraClip, tuttavia il fenotipo di paziente arruolato nel COAPT si discostava dai pazienti arruolati nel MITRA-FR. Nell’identificazione del candidato ideale a MitraClip bisogna identificare, pertanto, un paziente con caratteristiche “COAPT-like”. I benefici della MitraClip tuttavia sono solo temporanei poiché la patologia di base, ovvero la progressiva dilatazione ventricolare con peggioramento della disfunzione, progredisce inesorabilmente. Per tale motivo è necessario riferire per tempo il paziente ad un centro Hub per l’avvio di un percorso di terapie non convenzionali. È fondamentale, inoltre, saper riconoscere e soprattutto condividere il caso del malato prima che inizi a scivolare verso una fase irreversibile di malattia in cui si sviluppa ipertensione polmonare, disfunzione ventricolare destra, danno d’organo. Ultimo tema trattato dal Dottor Perna è quello della disfunzione ventricolare destra che rappresenta “la tomba del cardiologo”, anche perché non esistono parametri predittivi che possano individuare il paziente con un’adeguata funzione ventricolare destra che successivamente ad impianto di assistenza ventricolare sinistra svilupperà disfunzione destra.

L’ultima relazione è quella del Dottor Grossi e della Dottoressa Righini che espongono il caso clinico di un paziente giovane con scompenso cardiaco avanzato che viene correttamente riferito a centro hub e che poi viene trapiantato con successo. Questo ad avvalorare l’importanza dell’interazione tra centro hub e spoke che devono essere a stretto contatto per intercettare per tempo il paziente che sta scivolando verso una worsening heart failure e che necessita di essere avviato a terapia non convenzionale dell’insufficienza cardiaca avanzata.

 

Andrea Sultana anmco
Andrea Sultana