Il Giornale Italiano di Cardiologia nel 2023 ha acquisito l’impact factor, uno score modesto ma che in due anni è cresciuto da 0.5 al valore attuale appena ricevuto di 1.2. Si tratta di uno score che comunque è tra i più alti per le riviste scientifiche pubblicate in lingua italiana valutate da Clarivate, società che si occupa di analisi di dati e di gestione di informazioni.
L’impact factor di una rivista è il rapporto tra il numero di citazioni ricevute in un determinato anno da articoli pubblicati nei due anni precedenti e il numero totale di articoli citabili pubblicati in quella stessa rivista durante i due anni precedenti. Le citazioni sulla base delle quali è stato calcolato il nuovo impact factor del GIC provengono per una quota significativa (circa 45%) da citazioni nel GIC (self-citation). Questo può essere visto come un limite da parte degli istituti che attribuiscono gli impact factor, ma dal nostro punto di vista significa che il GIC è diventato uno spazio condiviso della comunità cardiologica nazionale all’interno del quale i professionisti discutono, si parlano e accrescono le proprie competenze cliniche. La mission del Giornale Italiano di Cardiologia resterà infatti sempre quella di strumento di aggiornamento professionale utile per il miglioramento della pratica clinica quotidiana e l’impatto sui lettori costituisce sicuramente l’obiettivo prioritario rispetto a quello dell’impact factor.
L’ingresso del GIC nel sistema dell’impact factor costituisce comunque un traguardo significativo e soprattutto un’opportunità, in particolare per la next generation dei cardiologi italiani. Sta a noi farlo crescere e portarlo a livelli significativi anche se, essendo il nostro un Giornale in lingua italiana, non ha senso un confronto e una competizione con le riviste cardiologiche pubblicate in lingua inglese. Rinnovo pertanto l’impegno a tutti i cardiologi dell’ANMCO a fare in modo che sia negli articoli pubblicati nel Giornale Italiano di Cardiologia che in altre riviste internazionali vengano citati articoli attinenti pubblicati nel GIC negli ultimi due anni. Questo purtroppo non avviene frequentemente e l’impegno mio e del comitato editoriale può essere solo quello di segnalare agli autori che sottomettono manoscritti al Giornale articoli attinenti pubblicati nel GIC che possono essere appropriatamente citati in bibliografia.
La crescita dell’impact factor non è la sola novità introdotta nel GIC nell’ultimo anno. Un anno fa con il numero di maggio 2025 il Giornale Italiano di Cardiologia inaugurava una nuova rubrica dedicata all’Intelligenza Artificiale (IA). L’obiettivo che ci eravamo posto era quello di pubblicare in ogni numero del Giornale articoli da parte di esperti, sotto forma di rassegne, editoriali o punti di vista, sugli aspetti generali e le applicazioni cliniche della IA in cardiologia. In un anno sono stati pubblicati una quindicina di articoli che hanno esplorato le numerose applicazioni della IA nei diversi ambiti della cardiologia: imaging cardiovascolare, elettrocardiografia, sindromi coronariche acute, patologia aortica, monitoraggio dei pazienti con malattie cardiovascolari, trattamento farmacologico e interventistico, ricerca clinica. L’interesse riscosso sembra essere elevato, testimoniato dagli accessi e dai download dal sito del Giornale. È auspicabile che dopo le numerose rassegne, sicuramente utili per la crescita delle conoscenze, vengano sottomesse al Giornale esperienze anche preliminari di applicazione nella pratica clinica della IA nei diversi ambiti cardiologici.
L’altra novità di quest’anno riguarda il varo di una nuova iniziativa editoriale: la Family GIC dedicata ai casi clinici. E’ prevista la pubblicazione di quattro numeri l’anno, ciascuno contenente quattro casi clinici, pubblicati come Supplementi del Giornale indicizzati in PubMed. Il primo Supplemento GIC Casi Clinici è stato pubblicato a marzo 2026 ed è in allestimento il numero di giugno. Ci auguriamo che questa possa costituire un’opportunità, in modo particolare per i giovani cardiologi, e rinnoviamo l’invito a sottomettere casi clinici originali, eventualmente presentati in questi giorni come comunicazioni o poster nel congresso ANMCO. Per finire desidero ringraziare a nome del comitato editoriale GIC tutti quelli che contribuiscono alla crescita del Giornale attraverso la sottomissione di articoli sotto forma di rassegne, studi osservazionali, punti di vista e casi clinici. Mi auguro che il Giornale Italiano di Cardiologia possa continuare ad essere percepito come la casa comune dei cardiologi italiani e che pertanto ognuno dei lettori si senta libero di inviarci commenti anche critici e proposte di miglioramento dei quali terremo il massimo conto.
