CUORE, VISIONE E FUTURO: ANMCO INAUGURA IL 57° CONGRESSO NAZIONALE

di Ilaria Maraschi
Una apertura intensa e partecipata, tra emozione istituzionale, memoria, giovani cardiologi e una lectio magistralis finale dedicata alla medicina come missione umana e globale. Tra innovazione scientifica, prevenzione e impegno sociale, la cerimonia inaugurale del Congresso ANMCO 2026 ha acceso i riflettori su una cardiologia sempre più moderna, inclusiva e vicina alle persone.

Si è aperto ufficialmente a Rimini il 57° Congresso Nazionale ANMCO 2026, appuntamento centrale della cardiologia italiana, nato con l’obiettivo di condividere esperienze, ricerca e innovazione per affrontare le sfide sempre più complesse della cardiologia moderna. A guidare la cerimonia inaugurale è stata la giornalista Barbara Capponi, che ha accompagnato il pubblico in un percorso capace di intrecciare scienza, organizzazione sanitaria, formazione e dimensione umana della medicina. Novità di quest’anno, una conclusione affidata a una lectio magistralis di forte valore simbolico e sociale, quella di Don Dante Carraro, medico cardiologo e sacerdote. Molto sentito l’intervento del Presidente ANMCO Massimo Grimaldi, al suo primo Congresso Nazionale in veste di Presidente. Emozione, orgoglio e determinazione hanno caratterizzato le sue parole, incentrate sulla necessità di “dare anni alla vita e vita agli anni”, sottolineando come l’allungamento dell’aspettativa di vita renda imprescindibile investire in prevenzione e qualità della sopravvivenza. Forte anche il richiamo alla formazione e al sostegno delle nuove generazioni di cardiologi, definiti un investimento strategico “a 360 gradi” per il futuro della disciplina. La relazione istituzionale del Presidente si è aperta con un intenso ricordo del Prof. Gian Franco Gensini, figura storica della medicina interna e della cardiologia italiana, descritto come uomo concreto, visionario e promotore di una medicina dal respiro olistico. La Professoressa Serafina Valente ne ha ricordato il “testamento intellettuale”, centrato sulla necessità di costruire una formazione medica fondata sull’apertura cognitiva e sul passaggio dal “team learning” al “team working”. Un’eredità culturale che ha attraversato idealmente tutta la cerimonia inaugurale. Il Presidente Grimaldi ha poi ringraziato il Consiglio Direttivo ANMCO per il lavoro svolto nell’ultimo anno, sottolineando il costante investimento sulla qualità scientifica del Congresso e delle attività associative. Numerosi gli opinion leader italiani e internazionali presenti, così come in continua crescita sono gli eventi formativi, i webinar e le campagne educazionali promosse dall’Associazione. Ampio spazio è stato dedicato anche ai progetti organizzativi nazionali, tra cui il progetto AUDIT e il lavoro sulla rete dello shock cardiogeno, tema sul quale ANMCO sta investendo molto nonostante le difficoltà legate alle differenti realtà regionali italiane. Nel corso della cerimonia sono stati inoltre ringraziati il Prof. Giuseppe Di Pasquale per la crescita del Giornale Italiano di Cardiologia e il Prof. Giuseppe Di Tano insieme al Prof. Mario Chiatto per il lavoro svolto con Cardiologia negli Ospedali. Un dato particolarmente significativo riguarda la continua crescita delle iscrizioni ANMCO, con una forte presenza di giovani specialisti under 40. Grande attenzione anche alla fruibilità digitale: il Congresso sarà infatti disponibile online durante tutto l’anno. Alla cerimonia sono giunti anche videomessaggi istituzionali da parte della Senatrice Elena Murelli, On. Alessandra Locatelli, On. Marcello Gemmato, Prof. Rocco Bellantone e dott. Marcello Cattani. Sul palco è poi salita l’Assessora del Comune di Rimini Francesca Mattei, che ha portato il saluto della città, sottolineando il ruolo fondamentale della prevenzione, degli stili di vita e della collaborazione tra medicina territoriale e istituzioni locali. Momento di particolare rilievo internazionale è stato l’intervento della Presidente dell’American College of Cardiology, Prof.ssa Athena Poppas, che ha espresso il proprio apprezzamento per il Congresso e per la collaborazione con ANMCO, così come la Presidente della American Heart Association, Prof.ssa Stacey E. Rosen, anch’essa intervenuta per rafforzare il legame scientifico internazionale. Molto partecipato anche l’intervento del Prof. Domenico Gabrielli, Presidente della Fondazione per il Tuo cuore ANMCO, che ha ricordato il valore storico dell’iniziativa Cardiologie Aperte e l’importanza dei progetti educativi nelle scuole, resi oggi ancora più efficaci grazie al protocollo d’intesa firmato con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Sul palco anche il Prof. Italo Porto, vicepresidente della Società Italiana di Cardiologia, che ha sottolineato la necessità di una collaborazione sempre più stretta tra le società scientifiche per affrontare le sfide organizzative e cliniche dei prossimi anni, e il Prof. Fabrizio Oliva, Presidente della Italian Federation of Cardiology e Past President ANMCO, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico della “next generation”. A chiudere la serie dei ringraziamenti istituzionali è stato il Professor Alberto Corsini. La seconda parte della cerimonia è stata dedicata alla consegna dei riconoscimenti ANMCO 2026. Il Premio intitolato al Professor Massimo Santini è stato assegnato al Dottor Andrea Bernardini, mentre il premio dedicato al Cav. Gianpietro Nattino è stato conferito al Dottor Francesco Antonio Veneziano. Consegnate inoltre le Targhe d’Oro ANMCO 2026 alla Professoressa Serafina Valente, per il suo impegno nella cardiologia e nella formazione medica, al Dottor Angelo Tanese, per il contributo alla crescita e alla leadership dell’Associazione, e infine a Don Dante Carraro, simbolo di una medicina capace di coniugare competenza clinica, solidarietà e visione globale. A chiudere la cerimonia inaugurale, la lectio magistralis di Don Dante Carraro dedicata all’esperienza in Africa: un messaggio intenso e profondo che ha ricordato a tutta la platea come la cardiologia moderna debba continuare a guardare non solo alla tecnologia e all’innovazione, ma anche alla dimensione umana, etica e universale della cura.

 

Ilaria Maraschi