ANMCO MASTER
ELETTROSTIMOLAZIONE OGGI: LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA DELLA CARDIOLOGIA MODERNA

di Ilaria Maraschi
Dalla stimolazione fisiologica ai device leadless, fino alla cardiac contractility modulation: all’ANMCO Master un confronto ad alto livello su presente e futuro dell’elettrostimolazione cardiaca.

Nella Sala Polis del Congresso Nazionale ANMCO 2026 si è svolto uno degli appuntamenti più partecipati dell’area ANMCO Master: “Elettrostimolazione oggi: quello che il cardiologo clinico deve sapere”, un percorso formativo che ha messo al centro l’evoluzione dell’elettroterapia cardiaca moderna e il suo crescente impatto nella pratica clinica quotidiana. Moderata dal Prof. Biagio Sassone e dal Dott. Massimo Vincenzo Bonfantino, la prima sessione ha aperto una riflessione ampia sul concetto di stimolazione fisiologica e sulla necessità di superare una visione esclusivamente tecnica dei dispositivi cardiaci, integrandola sempre più con la cardiologia clinica, lo scompenso cardiaco e la medicina personalizzata.

Ad aprire i lavori è stato il Dott. Luca Rossi con una relazione dedicata all’anatomia e all’elettrofisiologia del sistema di conduzione. Dal nodo del seno al nodo atrioventricolare fino al sistema His-Purkinje, il relatore ha ripercorso i meccanismi fisiologici che regolano l’attivazione cardiaca, sottolineando come le moderne tecniche di pacing stiano cercando sempre più di riprodurre ciò che avviene spontaneamente nel cuore sano. Grande attenzione è stata posta sul ruolo del Bachmann bundle nella sincronizzazione atriale e sul concetto di pacing del sistema di conduzione, oggi considerato una delle più importanti evoluzioni dell’elettrostimolazione. L’obiettivo non è più soltanto “stimolare”, ma farlo nel modo più fisiologico e coordinato possibile.

Di taglio estremamente pratico e clinico la relazione del Dott. Rodolfo Francesco Massafra su interrogazione e programmazione del pacemaker. Dalla valutazione delle soglie e delle impedenze alla gestione del sensing, fino all’analisi degli eventi aritmici registrati dal dispositivo, il messaggio emerso è stato chiaro: la tecnologia da sola non basta. Il paziente deve restare al centro della valutazione clinica. Sintomi come sincopi, palpitazioni o ridotta tolleranza allo sforzo possono modificare radicalmente l’interpretazione dei dati del device. Fondamentale anche il tema della programmazione personalizzata, con particolare attenzione agli algoritmi di minimizzazione del pacing ventricolare e alla valutazione del paziente pacing-dipendente.

Il tema della personalizzazione della stimolazione è stato ulteriormente approfondito dal Dott. Paolo De Filippo, che ha illustrato le prospettive della stimolazione del sistema di conduzione. Negli ultimi anni il pacing fisiologico ha acquisito crescente rilevanza grazie alla possibilità di ridurre la cardiomiopatia indotta dalla stimolazione ventricolare destra tradizionale. Miglior sincronizzazione elettrica, riduzione della durata del QRS, miglioramento della funzione ventricolare e possibile riduzione degli eventi aritmici rappresentano alcuni dei vantaggi più promettenti. Un cambiamento di paradigma che sta progressivamente ridefinendo il concetto stesso di elettrostimolazione. A completare la prima sessione è stata la relazione della Dott.ssa Silvana De Bonis sulle indicazioni e le prospettive del pacing biventricolare. La terapia di resincronizzazione cardiaca continua a rappresentare il trattamento standard nei pazienti con scompenso cardiaco e blocco di branca sinistra, con benefici consolidati su mortalità e ospedalizzazioni. Tuttavia, resta aperto il tema dei non responder, che impone una selezione sempre più accurata del paziente e una programmazione ottimizzata del dispositivo.
Ampio spazio è stato dedicato al confronto tra CRT tradizionale e pacing del sistema di conduzione, oggi al centro di un vivace dibattito scientifico. Il messaggio finale è stato quello di un approccio graduale, personalizzato e integrato, senza contrapposizioni ideologiche tra le diverse tecnologie.

La seconda sessione, moderata dal Dott. Carlo Pignalberi e dal Dott. Mauro Fantinel, ha affrontato il tema delle complicanze e delle nuove frontiere dei dispositivi cardiaci. La Dott.ssa Ilaria Meynet ha proposto una panoramica estremamente concreta sulle complicanze non infettive dei device cardiaci. Ematomi di tasca, perforazioni, versamenti pericardici, pneumotorace, dislocazioni degli elettrocateteri e problematiche valvolari rappresentano eventi tutt’altro che trascurabili nella pratica clinica. Particolarmente significativo il richiamo all’importanza della prevenzione e della gestione precoce, soprattutto nei pazienti fragili, anziani e sottoposti a terapia anticoagulante o antiaggregante.

Un aspetto spesso sottovalutato ma cruciale è l’impatto dell’ematoma di tasca sul successivo rischio infettivo, che può aumentare fino a nove volte. Il tema delle infezioni dei device è stato poi affrontato dal Dott. Mauro Biffi, che ha sottolineato come l’infezione rappresenti una delle complicanze più severe dell’elettrostimolazione moderna. Non sempre evidente clinicamente, spesso sostenuta dalla formazione di biofilm batterico, l’infezione del dispositivo richiede un approccio multidisciplinare e decisioni rapide. Centrale il ruolo della PET nella diagnosi delle forme occulte e fondamentale il concetto di estrazione precoce e completa del sistema infetto. “Prevenzione, diagnosi precoce ed estrazione tempestiva” è stato il messaggio conclusivo della relazione.
Grande interesse ha suscitato l’intervento del Dott. Gianluca Zingarini dedicato alla stimolazione leadless. Dai primi prototipi fino ai moderni sistemi Micra e Aveir, la stimolazione senza fili rappresenta oggi una concreta alternativa nei pazienti selezionati, soprattutto in quelli ad alto rischio infettivo o con problematiche vascolari. L’assenza di tasca chirurgica e di elettrocateteri consente infatti di ridurre numerose complicanze tipiche dei sistemi tradizionali. Restano tuttavia aperti temi importanti, come il rischio di perforazione e i costi elevati della tecnologia, elementi che rendono cruciale una corretta selezione del paziente.

A chiudere il Master è stato il Dott. Procolo Marchese con una relazione dedicata alla Cardiac Contractility Modulation, una delle tecnologie più innovative nel trattamento dello scompenso cardiaco. La CCM utilizza impulsi elettrici erogati durante il periodo refrattario assoluto per migliorare la contrattilità miocardica senza generare una nuova attivazione elettrica. Gli studi clinici hanno dimostrato benefici su classe funzionale e qualità di vita nei pazienti con scompenso cardiaco avanzato. In un contesto in cui la mortalità dello scompenso resta ancora elevata, la CCM si propone sempre più come una terapia aggiuntiva integrata all’interno del moderno trattamento multidisciplinare del paziente cardiologico. Il Master ha confermato come l’elettrostimolazione stia vivendo una fase di profonda trasformazione: dalla semplice correzione del ritmo alla ricerca di una vera integrazione fisiologica, clinica e prognostica. Un’evoluzione che pone il cardiologo clinico sempre più al centro della gestione tecnologica del paziente cardiovascolare.

 

Ilaria Maraschi