Il primo intervento è stato della Dott.ssa MC. Corti che ci ha parlato delle cinque E dell’empowerment: Equality, Equity, learner Experience, Education, Engagement e Empowerment. Equità è essere equi, condizione di essere uguali nello status e nei diritti. Equality, cioè, uguaglianza, essere uguali a pari con il paziente, le caratteristiche delle SSN sono uguale diritto, equo accesso alle prestazioni sanitarie senza che ci siano differenze tra fattori sociali-economico. Il nostro Sistema Sanitario Nazionale è stato fondato sull’art. 32 e cioè sul diritto dell’individuo, sull’interesse della collettività e sulla protezione finanziaria. Tutti dovrebbero versare sullo stesso fondo, si devono eliminare tutte le barriere economiche, culturali, le liste d’attese, la scelta del medico di famiglia; quindi, dobbiamo togliere le barriere e dare una giustizia sanitaria.
La learner experience può essere negativa o positiva. Poi si parla di Education ed Empowerment facendo l’esempio di Maria Montessori, la quale dice che la prevenzione comincia dalla nascita, l’educazione sanitaria del paziente comincia dall’infanzia. Engagement o coinvolgimento viene definito con una frase (sempre di Montessori): le mani sono gli strumenti propri dell’intelligenza dell’uomo ed in ciò ci deve essere un coinvolgimento attivo del paziente promuovendo una partnership con esso. Infine, Empowerment del paziente (coinvolto e ingaggiato), cioè, “fidanzamento col paziente” rapporto tra professionista sanitario e paziente nel quale ci sia rispetto, sperimentazione e fiducia. Alla fine, conclude dicendo che in Europa come la salute è vista come un diritto e non come un business no-profit.
Il secondo intervento è stato della Dott.ssa Simona Giubilato sul mondo digitale: cosa intendiamo per Health Literacy o alfabetizzazione sanitaria e come coordinarla. HL è l’insieme delle capacità cognitive e sociali che determinano la motivazione e l’abilità degli individui ad accedere, comprendere e utilizzare le informazioni per avere un buon livello di salute. L’alfabetizzazione sanitaria, vero strumento di empowerment che fa gestire meglio la salute e fa navigare bene nei servizi sanitari, è divisa in tre livelli, da un livello personale a quello collettivo. Tutte le Linee Guida mettono il paziente al centro ed è reale solo se il paziente è ingaggiato e motivato. È importante perché chi ha meno HL ha un aumento degli accessi in PS, aumento dell’ospedalizzazione, scarsa aderenza alla terapia e aumento, infine, di comorbidità e mortalità. In Italia, infatti, c’è un piano nazionale atto ad aumentare il livello HL. La Dott.ssa Giubilato ha parlato di eHealth e di mHealth e cioè sull’utilizzo di strumentistica come App basati sul promuovere la prevenzione, la diagnosi e la terapia. Ad oggi, infatti, abbiamo un altro concetto di alfabetizzazione digitale che dà un accesso equo ai sistemi sanitari, meno disparità sociali, meno disparità anagrafiche e di genere. In Italia i dati recenti del DESI 2022 ci dicono che è agli ultimi posti per la digital Health e quindi dovremmo investire sull’implementazione della Digita Health garantendo un accesso equo a tutti utilizzando un linguaggio comprensibile, educare e formare utenti e operatori sanitari, ridurre i costi rimborsandoli al pari delle prestazioni sanitarie.
Il terzo intervento è stato del Prof. Domenico Gabrielli (Presidente Fondazione per il Tuo cuore) che ci ha parlato del contenzioso medico legale, valutando il passato e il futuro e com’è cambiato il rapporto medico-paziente che ad oggi è diventato asimmetrico. Cita il Report MedMal sul Medical Malpractice della sanità italiana, dicendo che la maggior rilevazione è proprio sul rischio clinico, infatti, molte di queste cause per apertura del sinistro che pervengono alle aziende sanitarie sono senza seguito e queste sono quasi il 39,4% e di queste solo il 6% va incontro a procedimenti penali. La percentuale di sinistri, sul totale per la Cardiologia-Utic-Cardiochirurgia si attesta intorno al 3% circa ed il costo del risarcimento medio è intorno a 116.000 euro. Sul liquidato totale, quindi, la cardiologia e cardiochirurgia impattano rispettivamente il 2,4% e 2,8% del totale. Infine, cita la Legge Gelli-bianco del 2017 che ha proseguito, cercando di migliorare gli aspetti controversi della legge Balduzzi del 2012, per affrontare il problema delle responsabilità medica e della sicurezza delle cure, cercando di ridurre il contenzioso sanitario e aumentando la sicurezza degli operatori sanitari con protezione legale; in più ha aumentato la sicurezza dei pazienti attraverso il miglioramento delle cure, della comunicazione e dell’informazione.
La quarta e ultima relazione è stata del Dott. Filippo Quattrone che ci parla degli indicatori di qualità i PROM e i PREM. Partiamo dal valore in medicina, cioè tra l’Outcome del paziente e quanto costa arrivare a ciò. I PROM sono finalizzati a misurare gli esiti funzionali, relazionali e sociali nella prospettiva dei pazienti e i PREM sono finalizzati a catturare l’esperienza dei pazienti con i servizi sanitari e i diversi gradimenti degli stessi. I PREM sono la percezione dell’esperienza con i servizi sanitari; invece, i PROM sono la percezione dell’esito dell’assistenza sanitaria nella prospettiva del paziente stesso, sono di natura generica come la qualità della vita e specifici per patologia e poi abbiamo quei PROM di dominio che valutano invece i sintomi particolari. Gli impatti sono su vari livelli nazionali ed internazionali. Porta infine l’esperienza italiana, quella di Pisa e quindi nella regione Toscana, nella quale è attivo un conservatorio che raccoglie i PREM e i PROM nel post ricovero, come quelli per lo scompenso cardiaco. Ma per far sì che questi strumenti non falliscano ci deve essere coinvolgimento e formazione del personale sanitario e una maggiore educazione del paziente stesso.
