MAIN SESSION LA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE SECONDARIA IL RISCHIO RESIDUO OLTRE IL C-LDL

di Andrea Caccia
In questa importante Main Session sono state affrontate le moderne strategie farmacologiche di prevenzione cardiovascolare secondaria con focus sul rischio residuo, quindi infiammazione, trigliceridi, lipoproteina a e diabete.

Nella Sala Anfiteatro si è tenuta un’importante Main Session sulla gestione del rischio residuo nella prevenzione cardiovascolare secondaria con moderatori il Dottor Carmine Riccio ed il Dottor Alessandro Navazio.

La Dottoressa Martina Cesari ha presentato l’uso della colchicina nella prevenzione cardiovascolare, evidenziando il suo ruolo potenzialmente benefico, specialmente in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare non adeguatamente controllati o con eventi cardiovascolari ricorrenti. Studi come COLCOT e LoDoCo2 hanno dimostrato l’efficacia della colchicina in diverse condizioni, il primo nelle sindromi coronariche acute mentre il secondo sulle sindromi coronariche croniche. Sono inoltre in partenza o in valutazione altri studi quali il COLT-HF, che recluterà l’efficacia della colchicina in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra secondaria a cardiopatia ischemica, ed il COLCOT T2M che prevedrà invece l’arruolamento di pazienti diabetici in assenza di malattia cardiovascolare.

La Dottoressa Stefania Angela Di Fusco ha discusso il ruolo della lipoproteina a, sottolineando il suo legame con un aumentato rischio cardiovascolare e la sua associazione con altre patologie come la valvulopatia aortica degenerativa e l’aneurisma dell’aorta addominale. Ha anche evidenziato le sfide nella misurazione della lipoproteina a e le attuali strategie terapeutiche, come l’aferesi, per gestire i pazienti con livelli elevati. Oltre all’aferesi, che è l’unica terapia di comprovata efficacia, tra i farmaci in studio ci sono pelacarsen, un oligonucleotide antisenso che agisce inibendo la sintesi della liporoteina a, e olpasiran un siRNA che in ugual modo punta a ridurre la sintesi della molecola. Al momento, non si dispone di informazioni sul possibile impatto sulla riduzione degli eventi cardiovascolari derivante dalla riduzione dei livelli di lipoproteina(a).

Il Dottor Alberto Zambon ha portato l’attenzione sui trigliceridi, evidenziando il loro ruolo nell’aterosclerosi e la necessità di ridurre le lipoproteine aterogene e quindi l’apolipoproteina B, che è condivisa sia dalle lipoproteine ricche di colesterolo (LDL) che da quelle ricche di trigliceridi (chilomicroni, VLDL). Oltre che proprietà pro-aterogene, le lipoproteine ricche di trigliceridi hanno anche un effetto pro infiammatorio e sulla disfunzione endoteliale. Per questa ragione icosapent etile è il farmaco che ha mostrato efficacia clinica, al contrario dei fibrati e degli altri omega-3 agisce anche su infiammazione ed anti-aggregazione. È stata quindi sottolineata l’importanza di trattare i pazienti con alti livelli di trigliceridi e con pregressi eventi cardiovascolari o ad alto rischio cardiovascolare per ridurre il loro rischio residuo.

La Dottoressa Olga Eugenia Disoteo ha parlato degli obiettivi nel trattamento del paziente diabetico, includendo il controllo della glicemia, dei lipidi e del peso. Ha evidenziato l’importanza degli inibitori degli inibitori di SGLT2 e degli agonisti GLP-1 nel ridurre il rischio cardiovascolare nei pazienti diabetici ad alto rischio, oltre agli approcci multidisciplinari nel trattamento di tali pazienti.

Infine, la Dottoressa Simona Giubilato ha approfondito il tema dell’infiammazione come un importante determinante del rischio residuo cardiovascolare, discutendo anche di studi (quali PROMINENT, REDUCE-IT, STRENGH) che mostrano come l’infiammazione sia un fattore causale indipendente di eventi cardiovascolari, suggerendo che agire sull’infiammazione sistemica potrebbe migliorare l’esito clinico. Nonostante il fallimento dello studio CANTOS con canakinumab e CIRT con methtrexate, la ricerca prosegue oltre la colchicina e sono in corso trial con ziltivekimab, inibitore dell’interleuchina 6, con gli inibitori di JAK-STAT.

Complessivamente, la sessione ha fornito una panoramica approfondita delle ultime ricerche e strategie nel gestire il rischio residuo nella prevenzione cardiovascolare secondaria, sottolineando l’importanza di un approccio integrato e multidisciplinare per migliorare gli esiti clinici dei pazienti.

 

Andrea Caccia anmco
Andrea Caccia