IMAGING CARDIOVASCOLARE, IL FUTURO È GIÀ PRESENTE: INNOVAZIONE, PRECISIONE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL CONGRESSO ANMCO 2026

di Gerardo Nigro
Esperti del settore hanno presentato le più recenti evoluzioni dell’imaging cardiovascolare, evidenziando il ruolo crescente delle tecnologie avanzate nella diagnosi, nella stratificazione del rischio e nella gestione delle patologie cardiache. Dall’ecocardiografia point of care alla risonanza magnetica cardiaca avanzata, fino all’integrazione dell’IA e dell’imaging multimodale: le nuove frontiere della diagnostica cardiovascolare.

In occasione del Congresso Nazionale ANMCO 2026 si è tenuta una sessione dove sono state illustrate le ultime innovazioni in ambito di imaging cardiovascolare. La prima relazione è partita dall’importanza sempre maggiore che sta acquisendo l’ecocardiografia da sforzo, una tecnica preziosa in quanto in grado di svelare il substrato fisiopatologico dei sintomi del paziente cardiovascolare. Restando in ambito ecocardiografico, si stanno diffondendo sempre più strumenti per l’esecuzione di ecocardiogrammi point of care direttamente al letto del malato o nel luogo dell’emergenza. Grazie al progresso di questi strumenti è possibile fare in maniera rapida e poco dispendiosa diagnosi accurate e stratificazioni del rischio cardiovascolare.
La relazione successiva ha avuto come protagonista la risonanza magnetica cardiaca, metodica ormai diffusa in maniera capillare. Le sue indicazioni in molti setting cardiovascolare sono consolidate da anni, come attestano le linee guida europee della Società Europea di Cardiologia che raccomandano in classe I l’esecuzione di RMN cardiaca nello scompenso cardiaco, nelle cardiomiopatie, nella malattia aterosclerotica coronarica, nell’INOCA/MINOCA, nelle miocarditi, nelle pericarditi e nelle cardiopatie congenite. La RMN è infatti in grado di fornire dati approfonditi sulla funzione cardiaca e ha ottime qualità nella definizione e caratterizzazione tissutale del miocardio. Grazie alla sua accuratezza, dà la possibilità di formulare diagnosi differenziali raffinatissime. Per questo sta acquisendo un ruolo emergente anche in altri ambiti della cardiologia, come le valvulopatie, la cardio-oncologia e la cardio-reumatologia, la valutazione della masse cardiache e la cardiologia dello sport. Tuttavia, la crescita esponenziale della Risonanza Magnetica Cardiaca non sembra fermarsi e all’orizzonte sono previsti ulteriori sviluppi della metodica, come la “efficient RMN” per ridurre i tempi d’esecuzione dell’esame, l’integrazione con l’intelligenza artificiale, l’imaging senza contrasto, la 4D flow RMN, la oxygenation sensitive-RMN e tanto altro ancora.
A proposito di innovazione in ambito di imaging cardiovascolare, durante la sessione non poteva mancare uno spazio dedicata all’intelligenza artificiale, che sta trasformando radicalmente il modo in cui i medici diagnosticano, monitorano e trattano le patologie del cuore. Non si tratta solo di “velocità”, ma di una precisione che spesso supera l’occhio umano, specialmente in compiti ripetitivi o estremamente complessi. La relazione conclusiva ha poi ribadito l’importanza dell’imaging multimodale: un concetto noto da anni, ma sempre attuale. Paradigmatico della sua imprescindibilità è la cardiopatia ischemica, dove l’integrazione di più metodiche di imaging consente una valutazione sia anatomica che funzionale dell’albero coronarico.
La sessione dedicata all’imaging cardiovascolare ha mostrato con chiarezza come la cardiologia stia vivendo una profonda trasformazione tecnologica. L’evoluzione delle metodiche diagnostiche, l’integrazione dell’intelligenza artificiale e l’approccio multimodale stanno rendendo la medicina cardiovascolare sempre più accurata, personalizzata e tempestiva. Un cambiamento destinato a ridefinire il percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti nei prossimi anni.

Gerardo Nigro
Gerardo Nigro