SIMPOSIO PREGNANCY, CARDIOLOGIA CLINICA: GRAVIDANZA E CUORE

di Giovanna Di Giannuario
Simposio con ospiti internazionali esperti della gestione delle gravidanze a rischio cardiovascolare con importanti professionisti coautori delle linee guida europee.

Nella sala Bastioni 2 si è tenuta una importante sessione con ospiti internazionali europei che hanno partecipato alle linee guida. La Dott.ssa Mette-Elise Estensen ci ha illustrato i principali cambiamenti e le novità delle nuove linee guida europee. Ha illustrato le nuove linee guida europee con la classificazione del rischio WHO 2.0 sottolineando come nella classe di rischio 4 vi è stato un cambio, non è più classe III controindicata la gravidanza, ma discussione con la paziente dei rischi e scegliendo insieme la strategia operativa. Ha sottolineato i vantaggi della gestione delle gravidanze a rischio, illustrando anche i farmaci prima della gravidanza e durante la gravidanza e post partum. Il Pregnancy Heart team è centrale nella gestione delle donne in classe di rischio 2 e 3, ma soprattutto nella classe WHO 2.0 4.

La Prof.ssa Julie De Backer Ghent Ospital in Belgio, esperta in aortopatia ci ha parlato della patologia aortica dall’eziopatogenesi alle indicazioni terapeutiche. In passato De Bakey indicava come causa dell’aortopatia la sifilide. È importante valutare i sovraccarichi volumetrici durante la gravidanza e i cambiamenti ormonali che cambiano nei diversi 3 trimestri con un peso diverso sull’aneurisma. L’incidenza di dissezione aumenta di 4 volte dopo il parto, nel loro database 1%, la gravidanza diventa un fattore di rischio aggiuntivo. È più frequente la dissezione di tipo A rispetto alla dissezione di tipo B in gravidanza, ma soprattutto nelle casistiche l’aortopatia non è riconosciuta nelle donne fino alla dissezione nel 47% delle donne. Il rischio di rottura aumenta durante la gravidanza fino a 10 volte nelle donne con Marfan Syndrome (MFS). Nella MFS le donne con diametro minore di 45 mm rimangono stabili durante la gravidanza, muoiono di dissezione solo le donne senza diagnosi pre-partum, la dissezione di tipo B invece non è predicibile. Le dissezioni nel Ropac III, registro europeo, si verificano più frequentemente nel 3 trimestre (tipo A) o al parto (tipo A e B) e nel post partum il tipo B. Nessuna differenza di incidenza di dissezione nel post partum in base all’allattamento, anche su modelli murini. Nelle precedenti linee guida del 2018 veniva sconsigliata la gravidanza in donne con Ehlers-Danlos e pregressa dissezione, oggi queste pazienti sono in classe I e viene indicata la discussione e il couseling, le donne possono quindi scegliere cosa è meglio per loro. In alcuni casi può essere raccomandato pre gravidanza un intervento cardiochirurgico profilattico per la radice e per la aorta ascendente; sicuramente va consigliato il tipo di parto. Il fattore di rischio maggiore rimane la mancata diagnosi pre-gravidanza, è necessario un approccio multidisciplinare nel pregnancy heart team.

Magalie Ladouceur da Parigi ci parla di una crescente popolazione di donne in gravidanza sempre più complesse come popolazione con crescente percentuale di donne in classe WHO.02 4 ad alto rischio. La gravidanza è un test da sforzo con peggioramento delle condizioni di stress nel peri-partum e lenta discesa nel post partum. Il rischio per il neonato è aumentato in donne con età aumentata, ipertensione in tp con anticoagulanti et al. Se vi sono patologie genetiche è importante in fase pregravidica eseguire un couseling pregravidico genetico e poi una ecocardiografia fetale a 18-22 settimane. Bassi livelli di ossigenazione placentare legati a problemi cardiovascolari della madre causano una scarsa crescita del feto e prematurità. L’esperta ha parlato poi di situazioni cardiologiche a rischio elevato quali fontan, ventricolo unico, cardiopatie congenite corrette semplici e complesse, pazienti con stenosi aortica severa. In un paziente con stenosi aortica severa v max > 4, gmax >64 se sintomatica ad alto rischio può essere considerato un intervento durante gravidanza, una valvulopalstica o TAVI in centri esperti con indicazione di classe IIB. Dal registro ROPAC emerge che le valvole protesiche biologiche hanno un basso rischio, mentre le protesi meccaniche hanno un alto rischio, il dilemma è l’anticoagulazione con un rischio di trombosi del 6% e di morte fetale del 20%. Il parto naturale è sempre preferibile, il cesareo è da considerare solo in casi ad alto rischio e con un monitoraggio nel post partum almeno fino a 72 ore post in terapia intensiva, per elevati rischi di sanguinamento e trombosi in congenitopatie e protesi meccaniche.

Il Dott. Montali di Torino ha concluso la sessione con una relazione sulle cardiomiopatie, partendo da un caso clinico di una donna di 47 anni che ha eseguito la FIVET con parto a termine a 40 settimane e dopo 1 mese dal parto dispnea ed edema polmonare con riscontro di cardiomiopatia dilatativa e severa disfunzione sistolica di pompa Ef e BBS. È stata trattata in acuto in UTIC, dimessa in terapia per lo scompenso e bromocriptina, per diagnosi di cardiomiopatia peripartuum. Gli ormoni, soprattutto la prolattina, ha dei picchi durante l’allattamento e può causare cardiomiopatia post partum soprattutto la sua forma clivata dalla catepsin D e dare un importante stress ossidativo. Il caso clinico ha dato lo spunto per parlare degli studi sull’uso della bromocriptina che in caso di cardiomiopatia post partum riduce lo stress ossidativo e protegge la paziente con effetto terapeutico.

 

Giovanna Di Giannuario
Giovanna Di Giannuario